‘Jane Eyre’ di Charlotte Bronte
La recensione del libro

Sin dall’ infanzia Jane Eyre soffrì molto. Era orfana sia di padre sia di madre e veniva tratta da sua zia con cattiveria e rudezza. Jane venne spedita a Lowood, una scuola di carità che aveva per direttore un pastore che imponeva le sue convinzioni alle allieve. Jane rimase a Lowood per otto anni, sei come allieva e due come insegnante. A diciotto anni decise di voler scoprire il mondo oltre le mura della scuola. Si fece assumere come istitutrice a Thornfield Hall e presto si innamorò del padrone di casa: Edward Fairfax Rochester. I due si amavano molto, e decisero di sposarsi; ma Jane non era a conoscenza del segreto di Edward… in seguito Jane lasciò Thornfield Hall, e venne accolta in casa Rivers, i cui padroni erano Mary, Diana e St. John. Jane scoprì che i padroni di Marsh End erano suoi cugini. Pertanto decise di vivere con loro.

Però, Jane non sopportava la lontananza dal suo amato padrone per questo decise di tornare a Thornfield. Appena fu davanti alla casa, non vide la bella facciata, ma un cumulo di macerie… che fine ha fatto Edward? Cos’è successo alla casa? Le risposte a queste domande dovrete scoprirle leggendo questo romanzo thriller-romantico. Ogni pagina è una sorpresa, leggere questo libro è stata un’ emozione continua. La nostra protagonista ne ha passate tante, ciononostante non è affatto pesante da leggere come altri libri scritti nel 1800. Jane è la classica ragazza innamorata che si fa le classiche domande:

“Cosa prova nei miei confronti? C’è una remota possibilità che mi noti?”

Secondo me quello che vuole dirci l’autrice è che l’amore supera qualsiasi ostacolo. Un’ altra cosa è che l’amore dura per sempre, anche quando sono separati jane ed Edward continuano ad amarsi. Credo ci siano alcune somiglianze con Cime Tempestose, d’ altronde le autrici dei due libri sono sorelle. Per esempio, il signor Reed tratta Jane come il signor Earnshaw trattava Heatcliff, e la signora Reed e John la trattano come Hindley trattava Heatcliff. Tuttavia vi sono molte differenze tra Charlotte ed Emily. La prima scrive in modo chiaro, conciso, fa capire immediatamente al lettore quali sono i sentimenti dei personaggi. Emily invece è meno chiara, personalmente non ho capito quanto Heatcliff amasse Cathrine, anche se era evidente la sua disperazione. I discorsi tra il signor Rochester e Jane sono pieni di frasi dolci, parole amorevoli in grado di far sciogliere il cuore del lettore.

Si divora la prima parte, mentre la seconda, quando Jane incontra i suoi cugini la si legge con meno entusiasmo, perché si vorrebbe che si parlasse solo di lei e del suo amato. È un romanzo di facile comprensione, la narrazione scorre fluida. La narratrice è la stessa protagonista che racconta la sua storia. Questo è un libro per persone che amano il romanticismo, le storie intrigate e per coloro che sognano ad occhi aperti.