Francesco Di Paolo è nato ad Atri nel 1987 e vive a Sambuceto, una piccola frazione del comune di San Giovanni Teatino. Laureatosi con il massimo dei voti in Beni Culturali nel Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, ha svolto diversi scavi archeologici dentro e fuori nazione.

Autore di Nel Nome dei Grimm (Alcheringa, 2015), è un cultore del genere fantasy storico e dark fantasy, nonché grande appassionato di storia dell’arte e cultura umanistica. Oltre alla scrittura creativa, i suoi altri amori sono il disegno manuale e la web grafica.

Le sue opere rappresentano una commistione cervellotica di tutte le sue passioni, spesso accompagnate da immagini e illustrazioni.

Mindpress ha incontrato l’autore per un’intervista, e per sapere di più su di lui.

Ciao Francesco, parliamo del tuo libro, un romanzo non solo fantasy, ma, a mio avviso, molto di più, si intitola Nel nome dei Grimm, è uscito nel periodo di Natale del 2015: ma è vero che è stata la storia a che racconti a cercarti e, alla fine, a trovarti?

Non ci crederai ma nome dei Grimm è nato dopo un sogno travagliato, uno di quei sogni da cui ti svegli all’improvviso e con un certo sgomento e neanche sai il perchè:  in quel sogno rivivevo una storia che avevo letto su un libro. Ero me stesso e facevo parte dei personaggi. Visto che il 90% dei testi che leggo è ambientato nel Medioevo, sarò stato di sicuro un servo della gleba, allora ho accettato la sfida con me stesso e ho deciso di mettere tutto su carta, in un libro, appunto

Adam è il protagonista, e nella prima parte della tua opera (suddivisa in tre sezioni) lui è guidato dal Fato, scelta sicuramente non casuale, questa, da parte tua…

Colpito e affondato, non a caso, nel libro è citata più volte la voce del dogma: il caso non esiste. È un elemento ricorrente che non manca mai dentro i miei lavori. Io credo nella predestinazione, come Senofane, Calvino e Karl Barth. Non è solo un concetto filosofico o teologico, ma anche scientifico. Il terzo principio della dinamica di Newton non lascia dubbi d’interpretazione: “a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.  Fato rappresenta una metafora, la personificazione metafisica di un concetto, che insieme al simbolismo e all’allegoria è uno degli elementi caratterizzanti del fantasy.

Adam è prigioniero della sua condizione di essere immortale: l’immortalità, a tuo avviso, è una benedizione o una condanna?

Per me l’immortalità è soprattutto uno stato mentale: l’uomo, da sempre, hainseguito ciò che non poteva raggiungere. Ha sperato, sognato, pregato e persino ucciso pur di coronare i propri obiettivi. Nel bene e nel male, io questa la definisco AMBIZIONE e l’ambizione di Adam è vivere una vita normale; sposarsi, avere dei figli, invecchiare. L’ambizione inconscia di ognuno di noi, al contrario, è vivere una vita che ci permetta di non essere dimenticati; il che significa diventare immortali.

Il Fato guida Adam verso la realizzazione del lieto fine di alcune tra le più conosciute fiabe dei fratelli Grimm, fiabe che però tu rivisiti in chiave horror fantasy e che rendi, al tempo stesso, straordinariamente attuali…

Sono convinto che mescolare il vecchio col nuovo sia il segreto di una miscela vincente, poichè il passato è nostro padre, il presente siamo noi, il futuro sono i nostri figli. Il legame del sangue ci unisce e dà vita alla famiglia, la realtà più bella che esista, a parer mio..

L’ultima parte del tuo libro è incentrata sul mito di Gilgamesh: avrai dovuto documentarti moltissimo, a riguardo…

Ebbene sì, la ricerca preliminare e la raccolta dei dati sono fra le fasi più edificanti del lavoro dello scrittore. Quando si tira in ballo un argomento, bisogna padroneggiarlo a tal punto da renderlo proprio. È tassativo leggere, studiare, cercare, sfogliare, discutere, avere fame di conoscenza fino a scoppiare.

Quest’opera letteraria è veramente tuo, in ogni suo aspetto: dalla parte scritta a quella illustrata, sono tuoi infatti i disegni molto accurati e raffinati…

Leggere è un passatempo meraviglioso e solo per gente sveglia. Di conseguenza, se c’è la possibilità di aggiungere al testo anche una parte illustrata, perché non farlo? Le immagini danno al lettore la possibilità di immergersi nella storia a 360°. Se sono fatte per bene lasciano il segno.

Stai lavorando ad un nuovo romanzo: si tratta di un’opera particolarmente ambiziosa…

Il nuovo romanzo che sto scrivendo è un fantasy-distopico, articolato in più volumi, e, naturalmente, illustrato…

Un lavoro diverso,  rispetto al tuo precedente….

Sì, si tratta di un’opera diversa da Nel nome dei Grimm, scritta secondo un registro stilistico più adeguato alla distribuzione di massa e, per realizzarla, ma soprattutto per non perdere il filo, ho dovuto creare una mappa, un calendario (con una sua compitazione del tempo), un codice di condotta per personaggi e un albo delle case e dei mestieri….

A che punto sei?

Al momento mi trovo al 65esimo capitolo e prevedo di finire la prima stesura entro il 2017.

Francesco, come facciamo a seguirti? Hai un tuo sito, una tua pagina ufficiale su Facebook?

Sul web mi trovate davvero ovunque, innanzitutto sul mio sito internet, www.francescodipaolobooks.com, ma anche sui vari social. Ve li elenco:

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Prima di salutarci, ti chiedo di lasciare un messaggio per i lettori di Mindpress….

Sicuramente una cosa che mi preme di aggiungere a questa bella chiacchierata con te è che Nel nome dei Grimm è stato pubblicato con uno scopo ben preciso: tutti i ricavati dei diritti d’autore provenienti dalla vendita dell’e-book saranno devoluti alla Fondazione Veronesi per la lotta contro il cancro, quindi, se questa estate vi va di leggere un libro sui generis e di fare una buona azione, sapete cosa acquistare. Amici, cos’altro dire? Leggete, create, sognate e… non arrendetevi mai!