Fino al 31 ottobre presso il Palazzo Baronale, Nuovo Centro Visite del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, di Borgo Tossignano, sarà possibile visitare la mostra archeologica dedicata al lapis specularis. L’evento è stato organizzato in seguito al grande successo riscosso a Zattaglia.
Il lapis specularis è un minerale molto simile al vetro. Infatti si sfoglia in strati molto sottili in grado di far passare la luce. Lapis vuol dire pietra, quindi è una sorta di vetro di pietra.
Furono i romani a utilizzarlo soprattutto. Precursore del vetro, veniva infatti usato per chiudere le finestre o per realizzare delle serre. L’estrazione era un’azione molto delicata che veniva affidata ai bambini per le loro piccole dimensioni. Il lapis specularis si poteva trovare in diverse zone del Mediterraneo, anche in Italia, in particolare in Sicilia e vicino Bologna.
La mostra, intitolata “Il vetro di pietra. Il lapis specularis nel mondo romano: dall’estrazione all’uso”, nasce proprio dalle recenti scoperte presso la Grotta della Lucerna situata nel Parco della Vena del Gesso che è stata identificata coma una cava di lapis.
Nell’esposizione sono presentati al pubblico numerosi reperti che hanno consentito l’identificazione della prima cava di lapis specularis italiana. Si tratta soprattutto di materiali archeologici e di segni scolpiti sulla roccia.
Presso la Grotta della Lucerna sono stati ritrovati lucerne della prima età imperiale alla tarda antichità, frammenti di brocche e piccoli contenitori. Uno dei pezzi di maggior prestigio è sicuramente una moneta dell’imperatore Antonino Pio (138- 161 d.C.).
Sono esposti inoltre reperti provenienti da un edificio in legno e argilla di età romana ( I sec. d.C), scoperto presso Cà Carnè. Si può ipotizzare, grazie agli studi compiuti a riguardo, che fosse utilizzato proprio in legame allo sfruttamento delle cave di lapis specularis.
Purtroppo l’edificio è crollato in seguito ad un incendio. Ma si sono conservati gli oggetti presenti all’interno della struttura, come coppe e bicchieri in ceramica, una zappa in ferro ed un dado in pietra.
Oltre ai rinvenimenti italiani, la mostra accoglie anche dei materiali ricostruttivi donati per l’occasione dagli archeologi spagnoli dell’Equipo Lapis Specularis. Si tratta degli indumenti dei cavatori, realizzati in sparto, ovvero una fibra spagnola; di riproduzioni di lastre in lapis; di ceramiche e oggetti propri della vita della cava, ma anche di cesti che servivano per il trasporto del materiale estratto.
In occasione della mostra inoltre è aperto al pubblico il Palazzo Baronale, dopo i recenti restauri. È stato anche inaugurato il Sentiero dei Cristalli, una passeggiata tra storia e natura sul Monte Mauro. Il percorso didattico porta alla scoperta del lapis e della cava della Lucerna ed è stato realizzato dal Parco della Vena del Gesso Romagnola in collaborazione con la Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna e le archeologhe della Soprintendenza Chiara Guarnieri e Claudia Tempesta.
Per ulteriori informazioni: http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/tossignano_lapis.htm