La mostra sui ritrovamenti archeologici effettuati sul colle di San Martino, presso il Castello di Artegna, sarà aperta fino al prossimo 11 novembre. L’invito è rivolto a tutti, ma in particolare ai residenti nella zona, dal momento che l’evento è volto a dare un’interessante ricostruzione storica del territorio.
Infatti la campagna di scavi, che è stata portata avanti a partire dal 2003, ha avuto risultati inaspettati. Sono stati riportati alla luce vestigia e manufatti dell’antico insediamento tardoantico-altomedievale.
Grazie a questi importanti ritrovamenti è stato possibile confermare l’ipotesi secondo cui questo sito fosse il nucleo principale dell’insediamento umano di Artegna. D’altronde le caratteriste geografiche suggeriscono che l’area godeva di una posizione particolarmente sicura. L’altezza del sito consentiva di controllare sia le vie principali che superficie sottostante.
È proprio qui, su quest’altura, che sorse il Castrum Artenia, uno dei più importanti della regione. In seguito fu sostituito dal castello feudale. Ma tra tutti i castra, questo viene ricordato in particolare perché fu rifugio dei Longobardi attaccati agli inizi del VII secolo.
L’esposizione rientra in un progetto ben più ampio. Il Comune di Artegna e la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, organizzatori della mostra, stanno cercando di valorizzare il territorio puntando sugli insediamenti castrensi altomedievali nel ducato longobardo di Forum Iulii.
Per l’evento sono stati raccolti anche reperti provenienti da altri siti, unendoli in modo da fornire una ricostruzione sempre più completa. Si ripercorre infatti la storia del sito partendo dall’epoca romana, fino a raccontare della nascita del Castrum, ricostruendo la vita che si faceva a quei tempi. Si conclude descrivendo il passaggio da Castrum a Castello di età feudale.